BIBLIOTECA SCIENTIFICA
TENNIS E SCOLIOSI, STATO DELL’ARTE, di Rodolfo Lisi

Il sottotitolo di questo libro propone un interrogativo cui tutta la trattazione tenterà poi di dare una risposta il più possibile responsabile e chiara: “Quale rapporto, seppure ne esiste uno, tra la pratica del tennis e la comparsa e/o l’evoluzione di una scoliosi?”. Sono vari decenni che si fa un gran parlare del possibile ruolo patogenetico del tennis e di altri sport asimmetrici nel meccanismo di innesco o nell’evoluzione di una scoliosi. In verità, molti ne parlano solo per “sentito dire” ed altri, spesso qualificabili come esperti, sulla base di dati per lo più insufficienti a legittimare giudizi conclusivi, che, se formulati, sono frutto di teorizzazioni non suffragate da sicuri riscontri scientifici. Se ci si chiedesse il perché di tanta incertezza, la risposta sarebbe semplice: nonostante l’importanza del tema, sono finora mancate ricerche tali – per rigore di metodo e ampiezza casistica – da fornire risultati probanti. La conseguenza più clamorosa di un tale stato di cose è che, ancora oggi, un gran numero di addetti ai lavori (educatori fisici, maestri di sport, allenatori, etc.) si limita a dare risposte vaghe e interlocutorie ai genitori che si rivolgono ad essi per sapere se questo o quello sport asimmetrico, ed il tennis in primis, sia indicato o controindicato per i propri figlioli, magari in presenza di una semplice attitudine scoliotica. Capita a volte che anche il giudizio dei medici sportivi, se non hanno avuto la possibilità di integrare le loro conoscenze di base, per avanzate che siano, con gli scarsi dati epidemiologici disponibili, non sia netto e risoluto come ci si potrebbe aspettare. Questo è il primo libro che affronta il problema in modo realistico, analizzando criticamente i dati emersi dalle poche iniziative di ricerca portate a compimento in Italia e all’estero, estraendone essenziali elementi di conoscenza e suggerendo ad una vasta platea – dai citati addetti ai lavori agli stessi genitori di ragazzi che amerebbero dedicarsi al tennis – come utilizzarli in concreto per garantire a quei ragazzi una pratica sportiva il più possibile vantaggiosa sotto il profilo psicofisico e, soprattutto, esente da rischi.
L’entusiasmo di tantissimi ragazzini che vorrebbero prendere in mano una racchetta è soffocato, in parte, dalla ormai atavica convinzione che il tennis, in quanto sport “asimmetrico”, possa determinare effetti nocivi alla colonna vertebrale dei nostri figliuoli al punto da evocare l’insorgenza della “scoliosi”. La letteratura scientifica, invece, ribalta definitivamente le convinzioni di cui sopra. Il Dott. Rodolfo LISI, docente e posturologo di vicino Roma, ha meticolosamente analizzato gli studi presenti in letteratura. Lo stesso Lisi afferma che “non esistono controindicazioni alla pratica del tennis per chi è affetto dalla scoliosi”. La ricerca, che è stata pubblicata anche dalla nota rivista americana “Medicine and Science in Tennis” ed è stata oggetto di recensioni e citazioni in riviste e congressi, può essere consultata nel saggio a cura dello stesso Lisi (“Tennis e scoliosi, stato dell’arte” - Lombardo Editore in Roma - euro 15).
Per info e ordini: Tel: 075.85.83.860; email: angelica.lombardo@lombardoeditore.it
Fonte: Curriculum Prof. Rodolfo Lisi